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C'era una volta il gioco in Italia.. poi venne AAMS

  • Scritto da David Bet   Condividi  
C'era una volta il gioco in Italia.. poi venne AAMS

Il nostro amarissimo sfogo riguardo le condizioni in cui versa il mondo del gioco in Italia e ciò che si prospetta all'orizzonte. Una panoramica completa sulle scelte più stupide e contraddittorie attuate dai nostri monopoli di Stati sotto la (falsa) bandiera del gioco sicuro e considerazioni sulla tendenza, tutta italiana, a rovinare tutto ciò che di positivo ci circonda. 


Solo pochi anni fa gli scommettitori italiani, terrestri e online, erano felici e non avevano nulla da lamentarsi. Si andava all'ippodromo più vicino e si trovavano decine di corse e centinaia di cavalli pronti a sfidarsi ogni giorno, si accendeva il pc e ci si poteva collegare ai siti dei migliori bookmakers per scommettere a quote oneste su quasi tutti gli eventi sportivi del globo.
Poi, un bel giorno arrivò, AAMS.

Partì la campagna 'Gioco sicuro' (nel senso che con quelle quote è sicuro che perdi), l'oscuramento dei siti .com, l'oscuramento dei siti che pubblicizzavano i .com, gli ippodromi come d'incanto si svuotarono sempre di più ed il mondo dell'ippica collassò. Fiorirono però il business delle licenze AAMS, i palinsesti ridotti, gli orari di gioco limitati e tanti altri problemi.

Un sistema che funzionava, insomma, ma che non dava all'Italia sufficienti introiti economici è stato totalmente smantellato.

Il bombardamento mediatico sul tema del gioco sicuro e legale ha poi dell'incredibile. Chissà che risultati avrebbe un sondaggio del genere: "ti senti più sicuro quando giochi su siti come Goldbet.com sprovvisiti di licenza AAMS o su siti come Quigioco.it o Youbet.it che una licenza AAMS ce l'hanno?".

Beh, il fatto è che a loro della sicurezza dei consumatori frega ben poco. Il loro unico credo è il Dio denaro ed il prelievo fiscale.

Poco importa se l'Italia fa parte della Comunità Europea, le leggi europee sono tali solo quando fanno comodo. Se non fosse stato così, le supreme menti italiane avrebbero dovuto accettare la norma che permette ad una società europea (e i bookmakers .com lo sono a tutti gli effetti) di poter operare in tutta l'area UE. Invece no. Trattano il settore dei giochi e delle scommesse come un mondo a parte e lo gestiscono in barba a tutte le leggi comunitarie. E' come se qualcuno vietasse ad un cittadino europeo di comprare un auto straniera super-accessoriata e lo costringesse a comprare una Fiat che a stento cammina.

Per fortuna, però, qualcuno fuori dai confini del Bel Paese conosce un pò di diritto europeo, e le ultime sentenze provenienti dalla Corte di Giustizia Europea in Lussemburgo. La sentenza Costa-Cifone in particolare ha evidenziato, in più punti, l’incompatibilità comunitaria della normativa nazionale. Il nostro regime nazionale che impone una distanza minima da rispettare tra i punti di vendita è in contrasto con gli articoli 43 e 49 del Trattato Comunitario, riguardanti i principi di libertà di stabilimento e di libertà di prestazione dei servizi. Nella stessa sentenza, inoltre, sono state definite ingiuste le sanzioni applicate agli operatori e alle persone fisiche.

Ma la faccenda 'gioco sicuro' assume toni ancora più paradossali se si considera ciò che è successo alcuni giorni fa. La Corte dei Conti ha pubblicato la sentenza relativa alla vicenda delle Maxi penali new slot: nel provvedimento vi sono condanne per 2,5 miliardi complessivi a carico dei dieci concessionari (Lottomatica, Snai, Sisal, Cirsa, Codere, Cogetech, Gmatica, Gamenet, Bplus, Hbg), sanzioni anche per l’ex Direttore generale dei Monopoli di stato Giorgio Tino (ben 6 milioni di euro) e per il Direttore dei Giochi, Antonio Tagliaferri (poco più di 2,5 milioni).
Multe dovute al fatto che per alcuni anni questi operatori, con il placet di esponenti dei Monopoli di Stato, non hanno collegato le loro slot al sistema Sogei rendendo così impossibile quantificare (e controllare) i guadagni derivanti dagli apparecchi di intrattenimento.
Insomma, chi doveva garantire la regolarità e la legalità di un sistema in cui il giro d'affari è altissimo, non si è comportato esattamente come la legge e la moralità prevedono. Una vicenda che, com'era inevitabile, ha suscitato l'indignazione generale dei cittadini: in un'epoca in cui, ognuno di noi, si può imbattere in un pignoramento di beni per una semplice multa non saldata, non può certo passare inosservata la situazione di dieci società che si fregiano del titolo di "operatori sicuri e legali" e che omettono di pagare cifre così importanti allo Stato con il benestare di chi dovrebbe controllarli. Il classico caso del lupo a guardia del gregge!

In un paese normale ci si aspetterebbe una pausa di riflessione e di una razionalizzazione del sistema 'gambling' in conformità con le normative europee. Neanche per sogno!
Voci di corridoio parlano di un prossimo decreto Monti in cui sarebbero previste multe pesantissime agli scommettitori e giocatori che si collegano ai .com (si parla di tracciamenti dei depositi e multe fino a 10 volte l'importo dei depositi). A nostro avviso, una norma così partorita, oltre che essere completamente fuori dal mondo, è difficilmente applicabile considerando la vigente normativa europea. Anche in passato, il governo Berlusconi aveva provato ad introdurre multe e sanzioni ai giocatori, salvo poi ritirare ogni volta il provvedimento.
In effetti, proviamo ad immaginare, fioccherebbero ricorsi e richieste di risarcimento danni.

La cosa sicura, però, è che il governo Monti aumenterà la tassazione alle poker rooms e ai casino online con licenza AAMS. Ovviamente, questi 'costi aggiuntivi' graveranno ulteriormente sulle spalle dei consumatori. Il tutto, infatti, si tradurrà con rake più alti e percentuali di payout più basse (già sono molto al di sotto degli standard europei). Il sistema. di questo, passo andrà al collasso: gli operatori internazionali vedrebbero i loro guadagni scendere vertiginosamente e potrebbero chiudere i propri siti, lasciando così il mercato italiano in mano a piccole società che, magari, sono riconducibili a personaggi la cui 'legalità' andrebbe quantomeno verificata.

Ma il mondo del gambling globale, a differenza di quello italiano, sembra essere in grado di trovare soluzioni atte a regolamentare l'intero settore: Pokerstars è pronta a lanciare sul mercato il sito Pokerstars.eu, sito che renderà fruibile la piattaforma a tutti i giocatori europei e fornirà un sistema di tassazione uniforme a tutti i giocatori. Da questo progetto, purtroppo, rimarranno esclusi i giocatori italiani visto che la società ha investito parecchio nel prodotto AAMS. Si tratta, però, di un bel passo in avanti nel tentativo di mettere ordine al marasma generale.

L'altra cosa che fa ben sperare è la notizia della prossima riunione del 27 febbraio, organizzata dalla EGBA (European Betting Gambling Association), a cui parteciperanno autorità di regolamentazione ed esperti di gioco on line degli stati membri con l'obiettivo di stilare una lista di regole comuni a tutti i paesi dell UE, per garantire una protezione adeguata dei consumatori, e allo stesso tempo, assicurare condizioni di licenza eque e trasparenti per gli operatori europei.

Stay tuned !!
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