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Casino: vincite all'estero non tassabili in Italia. La CGE dà ragione a Cristiano Blanco

  • Scritto da David Bet
La Corte di Giustizia Europea ha bocciato la legge italiana sulla tassazione delle vincite da gioco d'azzardo ottenute all'estero. Una sentenza storica per i giocatori di poker e casino live che, a questo punto, discrimina i giocatori dell'online. Ma si parte da qui: le vincite ottenute all'estero NON sono tassabili in Italia!



SENTENZA CORTE EUROPEA: VINCITE ALL'ESTERO NON TASSABILI
La famosa operazione All In (indagine sui redditi dei giocatori di poker professionisti da parte dell'Agenzia delle Entrate e dellla Guardia di Finanza) ha creato non poco scompiglio in questi ultimi anni. Il fisco italiano, sempre alla ricerca di soldi anche dove non ne avrebbe diritto, ha contestato la mancata denuncia di alcune vincite conseguite in tornei organizzati da casinò esteri, chiedendo il pagamento di circa 550mila euro complessivi, tra presunte imposte evase, interessi e sanzioni a due famosissimi poker players italiani.

Cristiano Blanco dopo la sentenza della Corte di Giustizia EuropeaUno di questi è Cristiano Blanco (nella foto), volto noto ai più per l'exploit di qualche anno fa all'EPT di Dortmund concluso con il secondo posto ed un bottino di 380 mila euro. Da quel giorno è iniziato il calvario di Blanco, dato che qualche anno dopo la GDF ha bussato alla sua porta con un conto di 580.000 euro da pagare. Stessa sorte era capitata anche a Pier Paolo Fabretti.

Ma i due non si sono dati per vinti e hanno portato il caso davanti alla CGE che si è pronunciata a loro favore lo scorso 23 Ottobre. Secondo la Corte "la differenza di trattamento fiscale tra le vincite ottenute nei casinò italiani ed esteri non appare né idonea, né proporzionata a raggiungere l’obiettivo di tutelare l’ordine pubblico, di prevenire il riciclaggio e di contrastare il fenomeno della ludopatia".

Inoltre, la CGE ha rilevato che "le autorità di uno Stato membro non possono validamente presumere,in maniera generale e senza distinzioni, che gli organismi e gli enti stabiliti in un altro Stato membro si dedichino ad attività criminali e che l’esclusione generalizzata dal beneficio dell’esenzione disposta dall’Italia va al di là di quanto è necessario per lottare contro il riciclaggio di capitali".

Infine, una stoccata alla politica italiana, falsamente impegnata nel contrastare le ludopatie ma, effettivamente, volenterosa soltanto di rimpinguare le casse dell'erario (e magari anche le proprie tasche): "è assolutamente incoerente per uno Stato membro intenzionato a lottare contro la ludopatia, da un lato, tassare i consumatori che prendono parte a giochi d’azzardo in altri Stati europei e, dall’altro, esonerarli laddove partecipano a giochi d’azzardo in Italia."

Per queste motivazioni le vincite maturate nei casinò live all’interno dell’Unione Europea non dovranno essere tassate anche in Italia.

Raggiunto dai media in Inghilterra, dove ormai si è stanziato, Cristiano Blanco ha ricordato le tappe della sua personalissima battaglia: “Mi sono rivolto alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma, che ha constatato come la normativa italiana fosse discriminatoria per molteplici motivi. Dato che le vincite italiane vengono tassate alla fonte, risulta che è già la casa da gioco a versare le imposte. E dato che siamo cittadini europei e ci dobbiamo attenere alle leggi comunitarie, i casinò sono vere e proprie aziende. Perchè mai secondo la normativa italiana un cliente al casino di Venezia non deve pagare nessuna imposta, mentre per le vincite ottenute a Nova Gorica deve pagare il 43%, senza avere tra l'altro la possibilità di scaricare le spese, come, ad esempio, alloggio, viaggi e perdite ai tavoli? La discriminazione è fin troppo evidente."

E  ha aggiunto ancora "Perché se giochi in un casinò in Italia saresti tutelato, mentre se giochi in Germania viene fuori il pericolo della ludopatia? A me e ad altri giocatori sono stati chiesti tributi al di fuori della nostra portata, il che credo sia incostituzionale. In questo periodo l’obiettivo di “far cassa” ha le precedenza su tutto. Molti giocatori di fronte alla richiesta di 5-10 mila euro hanno deciso di pagare, pur essendo convinti delle proprie ragioni.Solo noi che abbiamo ricevuto un conto salatissimo abbiamo deciso di ribellarci pagando gli avvocati e facendo valere i nostri diritti. Inoltre, mi lascia perplesso il fatto che a un funzionario del fisco vengono dati bonus non in base alle tasse evase e recuperate, ma in base agli accertamenti effettuati".

I due "vincitori", inoltre, non hanno escluso di chiedere i danni per tutto il disagio arrecato in questi anni da funzionari, lasciatecelo dire, senza un minimo di sale in zucca. Per i giocatori che avevano già versato le tasse spontaneamente, o in seguito a procedure esecutive, invece, si apre la strada dei rimborsi.

 

 





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