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Come scegliere le mani in base al proprio stack secondo Scotty Nguyen

  • Scritto da David Bet   Condividi  

Diamo voce ad uno dei più grandi professionisti del texas hold'em a livello internazionale, ossia Scotty Nguyen, un vero genio del poker. In questo articolo, il campione sponsorizzato da Expekt ci parla di come decidere le mani da giocare durante una partita di poker in base a quante chips abbiamo. Una strategia ovviamente applicabile anche al poker online.

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"Numerosi fattori sono importanti nel decidere quando giocare una determinata mano, incluso la tua immagine al tavolo, la tua lettura sul punto che ha il tuo avversario in mano, il numero di outs a tua disposizione ed anche le tue carte. Tali fattori sono indubbiamente importanti ma alla fine è la grandezza del tuo stack (il numero di chips davanti a te) a determinare la strategia appropriata da attuare. E' il numero di chips, infatti, che spesso determina quali mani foldare, quando fare call, quando rilanciare e tante altre importanti decisioni nel corso della mano.

I giocatori spesso si rammaricano al tavolo ogni volta che una loro mano forte viene battuta da una mano che loro reputano marginale. Cominciano a dire cose tipo "Io avevo AA e tu hai chiamato con una mano insignificante come 6-7 suited. Non sai giocare! . La verità è che il giocatore con gli Assi non sta prestando attenzione al quadro generale della situazione, ossia la grandezza del suo stack rispetto a quello del giocatore con 6-7.

Consideriamo il prossimo esempio in cui un giocatore tight rilancia in early position, e io ho 6-7 suited. Supponiamo che entrambi abbiamo un grande stack in questo torneo, cioè uno stack pari a 40-50 volte il big blind. Posso utilizzare immediatamente lo stack per decidere la strategia adatta : un call qui può essere vantaggioso se becco un buon flop. Con uno stack superiore a 50 BB, un giocatore che rilancia in early position può potenzialmente mettere nel piatto un sacco di chips dopo il flop, quindi il call è più che appropriato.

Ora consideriamo lo stesso scenario ma in questo caso io sono short-stack con uno stack di soli 15 big blinds. La mia strategia con 6-7 sarà completamente differente: non posso rischiare di usare buona parte del mio stack per una mano che necessita di un flop molto specifico.

Ora consideriamo invece lo scenario in cui l'avversario e short stack e io ho tante chips davanti. In questo scenario, non posso fare un call con 6-7 suited perchè il mio avversario non ha abbastanza soldi nel suo stack per fargli fare call e far sì che batterlo sia redditizio.

Utilizzo la grandezza del mio stack per farmi indicare il modo corretto di giocare tutte le volte. RIporto alcuni casi comuni con le appropriate strategie da  adottare:

45 volte il Big Blind e oltre: hai una grande quantita di fiches per muoversi ogni volta che vedi la possibilità di fare giocate vantaggiose. E' un ottimo stack per inserirsi in più mani rispetto alla normalità con l'intenzione di beccare una buona mano ed eliminare qualche avversario che parte con una mano migliore della nostra. Raccomando comunque call di raise non troppo elevati e limp con mani marginali nel tentativo di ottenre un fold o una big hand con le carte comuni. In aggiunta, con tali stack si può bluffare meglio iniziando a costruire il bluff sin dal flop e fino al river. Si può decidere benissimo quale mano rappresentare e giocare in base a ciò che si rappresenta. E detto dal maestro del bluf...

30-45 volte il Big Blind: è il caso medio o leggermente sopra la media nella maggior parte dei tornei. Con questo stack puoi fare raise anche con mani tipo A-9, Q-10 o K-J, ma bisogna fare attenzione a mantenere basso il piatto fin quando non si becca un bel punto. La maggior parte delle volte si fa raise con queste mani per rubare i blinds e gli antes. Non dobbiamo costruire grandi piatti con queste mani perchè, a meno che non si becchi un flop mostruoso, si è probabilmente sovrastati da qualsiasi avversario che abbia una coppia.

21-29 volte il Big Blind: Questo è lo stack che io chiamo "stack di mantenimento". Bisogna cercare di rubare i bui per mantenere il proprio stack invariato finchè non ci arriva una grande mano con cui rischiare di fare double up. Qui, con ogni mano forte da A-J suited a 10-10 e punti migliori, bisogna rilanciare e controrilanciare. Quando qualcuno rilancia pre-flop, dobbiamo fare re-raise e tentare di evitare il flop o sperare che il flop non migliori la mano del nostro avversario. Il nostro stack è infatti tale da permettere il call all'avversario solo se ha una buonissima mano. Questo stack è adatto per fare un solo raise, non con mani marginali come quelle elencate nel punto precedente.

15-20 volte il Big Blind: a questo range di stack si applica più o meno la stessa strategia del punto precedente. Aggiungo però che con questo stack non conviene fare call. Non si può sperare di migliorare la propria mano marginale con il flop. Qui si rilancia con 'premium hands' e non si va a vedere troppi flop.

14 volte il Big Blind e meno: con questo stack si applica la strategia dell'All-In che consiste nel cercare la miglior mano possibile per gettarsi nell'All-in. Ciò si può fare con qualsiasi mano con A e qualche carta suited, oppure con carte alte connesse e suited tipo K-Qs o Q-Js. Con qualche buon colpo potremmo raggiungere stack accettabili e cambiare strategia. In ogni caso, probabilmente verremo chiamati molto spesso e avremo tra il 40 e il 60% di chance di vincere la mano, odds comunque decenti per giocare con uno short-stack
     
Molti giocatori medi apprendono la strategia dell'all-in guardando il poker in tv, soprattutto i tavoli finali. Ma è con stack medi o grandi che si vedono tanti giocatori sbagliare strategia. La lezione è : ricordatevi il tipo di mani giocabili in base al vostro stack perchè questo, in un torneo di poker, è importante almeno quanto la grandezza della vostra puntata! "

Scotty Nguyen,
Expekt.com

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