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AAMS, altro che gioco sicuro! E' tutta questione di tasse

  • Scritto da David Bet   Condividi  
AAMS, altro che gioco sicuro! E' tutta questione di tasse

In Italia le tasse sul gioco (poker, scommesse, ecc..) hanno raggiunto la mirabolante cifra di 11.37 miliardi di euro nel periodo tra gennaio e Novembre 2010. Nello stesso periodo, nel Regno Unito, il prelievo fiscale è stato di poco più di 1 miliardo di euro (1,42 miliardi di sterline).

Ragionando in dollari americani, nel 2009 la GGY (Gross Gaming Yield, la tassa sul lordo di tutte le giocate) per l'intera industria del gambling nel Regno Unito è stata di 18 milioni di $; 20,2 milioni di $, invece, in Italia (una differenza del 12%).
Come mai tutta questa differenza e quali sono le conseguenze per gli scommettitori/giocatori?

Le tasse applicate sul betting in Italia rappresentano il 3% di tutta la raccolta del fisco mentre in UK non si va oltre lo 0,3% del totale. Ciò è dovuto principalmente ai differenti meccanismi di tassazione del gambling applicati dai due governi: Oltremanica il modello fiscale è basato su profitti lordi, in Italia è invece basato quasi completamente sul turnover totale (il giro d'affari).

Nel Regno Unito, quindi, la tassa sul gioco è pari al 15% dei profitti lordi (soldi giocati meno soldi vinti dai giocatori).

In Italia, diversamente, la tassazione va dal 3% al 20% sulle scommesse e sui giochi, e addirittura dal 43% al 53% per quanto concerne le lotterie.

E nel mercato del poker Italiano, dove le tasse sono calcolate sul profitto lordo, c'è l'ostacolo della licenza da ottenere, una licenza i cui costi variano dai 300 mila euro ad 1,5 milioni di euro (comprendendo tutti i costi per l'avvio dell'azienda).

Il sistema italiano, quindi, è volontariamente progettato per massimizzare il flusso di denaro nelle casse dello Stato, cosa che, d'altronde, il Ministro Tremonti ha candidamente confermato.


GBGC Italy and UK Tax Revenue Jan - Nov 2010

 

A sottolineare ancora la distanza che ci separa dail mercato reale ed equo, c'è da considerare il fatto che la tassa del 15% sul profitto lordo è ritenuta troppo alta dagli operatori del mondo del gambling online. Quest'ultimi hanno spostato (quasi tutti, anche i colossi Ladbrokes e William Hill) la loro sede in paesi in cui il regime fiscale è più conveniente (Gibilterra, Isle of Man, Malta, Alderney, ecc.), paesi considerati paradisi fiscali ma non inseriti nella black-list.

Nella Repubblica delle Banane (l'Italia ovviamente), la legge Finanziaria del Governo Berlusconi  (chiamata Legge di Stabilità del 2010) ha messo in atto una politica aggressiva verso gli operatori con sede fuori dai confini italiani, oscurando i loro siti e intimando ai consumatori di giocare solo su siti che hanno comprato la licenza AAMS. Tali operatori "europei" (quelli senza licenza AAMS), però, possono continuare ad operare in Italia ma con l'obbligo di saldare il conto (parliamo di tasse ovviamente) a fine anno. Un conto salatissimo calcolato da AAMS e basato sulla stima del giro d'affari totale.

La legge di Stabilità, in vigore dal 1 Gennaio 2011, introduce controlli e sanzioni severissime per chi raccoglie scommesse senza passare per AAMS. Misure giudicate sarcasticamente oltre i nostri confini, dato che vengono messe in atto da un Governo con il più alto tasso di corruzione ed evasione fiscale nel mondo Occidentale, un Governo che combatte debolmente i reati fiscali nel proprio territorio.

Non va meglio in Francia. I cugini transalpini, prendendo spunto dal Bel Paese (Sarkozy e Berlusconi sembrano somigliarsi ogni giorno di più), ha imposto una tassa pari all'8,5% su tutte le giocate. Una tassa così alta da scoraggiare, e far scappare, parecchi operatori del settore:  ottenere profitti sotto tale regime fiscale è praticamente impossibile per qualsiasi azienda.

E' chiaro ormai che la sicurezza e la tutela dei giocatori è soltanto la tipica giustificaizone di comodo. Il motivo principale per cui i governi si affrettano a "regolarizzare" il mercato è il prelievo fiscale selvaggio. E l'Italia quando si tratta di salassare i propri cittadini è sempre al primo posto (siamo secondi solo alla Francia). Ma forse dimenticano il famoso proverbio "chi troppo vuole nulla stringe"... alla lunga tutto gli si ritorcerà contro.

Dopo tutta questa disquisizione, alzi la mano chi ancora crede che ad AAMS stia a cuore la sicurezza e la tutela degli scommettitori italiani.


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